SIGNAL / musica d’avanguardia e linguaggi collaterali / /segnali video

RICCARDO BENASSI
GABRIEL SHALOM
SIGNORAFRANCA
MICHELE SPANGHERO
+LUCILLA TRAPAZZO
 

/segnali video
@SIGNAL advanced music and collateral languages festival

Nella sua prima edizione /segnali video ha presentato lavori di videoarte che esprimevano la ricerca di alcuni artisti emergenti intorno al suono. Rovesciando l'abituale aspettativa di un primato visivo sulla colonna sonora, propria del video, i progetti avevano come loro centro il mondo dei suoni. Musica, elettronica o acustica, silenzio, composizioni per voce umana, ambienti sonori: tutto quanto si relaziona alla dimensione sonora, intesa però come vincolo irrinunciabile e cruciale.

L'indagine sull'ibrido video-sonoro continua a sondare i contorni più che mai sfumati delle pratiche artistiche contemporenee, e si espande ora verso strutture più articolate, affiancando alla bidimensionalità del video il potere espressivo dei progetti scultorei, degli intenti performativi e delle installazioni audiovisive. Al di là dei risvolti tecnologici dei mezzi impiegati, posseduti saldamente dalle nuove generazioni di artisti, emerge innanzittutto la capacità narrativa impiegata nel descrivere la poetica personale, tutta giocata sul filo di una commistione ormai diventata lingua madre.

In “Memory steals space” Riccardo Benassi si relaziona alla memoria storica degli edifici della Vetreria, ritrovandone l'anima sonora (non a caso pre-industrial) e racchiudendola in due black boxes, fantomatiche “scatole nere” i cui tentacoli si intrecciano con i tessuti costruttivi dei locali. Durante l'opening di /segnali video ed in concomitanza con il concerto di Max Eastley, uno dei padri storici della sound art, Benassi darà vita a “memory pilfers space”, una performance musicale strutturata sulla continua modifica del suono non amplificato, in cui si avvale di un set vintage di armoniche di fine anni 70.

signorafranca crea per la prima volta un'installazione stabile: “enterpaintment” è un'opera interattiva giocata sulla triplice interazione tra il movimento, il suono e l'immagine. Attraverso un'operazione di decontestualizzazione informatica di una piattaforma per l'entertainment, propone una particolare lettura dei meccanismi culturali legati al gioco e alla creatività, espressi dall'audio e dal video.

“Donny G.” di Gabriel Shalom è il cortometraggio tratto da un concerto audiovisivo live ispirato al Don Giovanni mozartiano. Il progetto, promosso da Jeunesses Musicales Deutchland e Zentrum für Kunst und Medientechnologie Karlsrhue, ha coinvolto giovani compositori di diverse nazionalità, con i quali Shalom ha lavorato alla creazione di un'originale partitura audiovisiva, sviluppando approcci radicalmente diversi alla sincronizzazione tra suono e immagine.

L'installazione video-sonora “A Short-lived Fault In The System” di Michele Spanghero nasce dal campionamento di un silenzio futurista di Russolo, in cui l’usura della registrazione ha trasformato di fatto il silenzio in rumore. Il progetto analizza l'ossimoro acustico e vi interagisce inserendo glitch digitali, sviluppando così una composizione in cui rumore e suono divengono indistinguibili. Similmente il video deriva dall’analisi dello spettro sonoro attraverso un sistema analogico di disturbi, interruzioni ed errori nel segnale dell’immagine, facendo così del difetto e dell’imperfezione il movente estetico e il tema del lavoro.

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/segnali video vuole essere un punto d’osservazione sul confine tra la musica e le arti visive, il video in particolare. Due ambiti tangenti dai tempi di Cage e Paik ma attualmente frequentati da sempre più artisti che compongono musica e da musicisti che sperimentano video e progetti installativi, più altri che scelgono di non darsi un’etichetta. Sempre di più vengono definiti tutti, per comodità (nostra), artisti video sonori.
Come emerge nel lavoro di Benassi, Shalom, signorafranca e Spanghero, la riflessione più immediata di questi artisti riguarda il rapporto con la tecnologia, elemento da sempre legato allo sviluppo della video arte e naturalmente della musica elettronica. Con i loro progetti registrano le tracce di un uomo contemporaneo immerso nella tecnologia come in un nuovo brodo primordiale elettronico, e tendono a ricercare nei familiari dispositivi digitali caratteristiche e significati che ne oltrepassino l’inumanità. Quella rappresentata è una realtà in cui il rapporto con la macchina segna il tempo presente al punto da ridisegnare il recente passato. Benassi impiega nei suoi lavori un vasto repertorio di oggetti musicali vintage, anni ’60 e ’70 – pianole, giradischi e mangianastri – e produce una riflessione sul valore del tempo in funzione di quegli apparati tecnologici che hanno forgiato culturalmente, a livello personale e sociale, diverse generazioni. Nelle sue performance, la messa in risonanza dei loro suoni echeggia come grida da un’ altra epoca, neanche tanto lontana eppure molto più lenta e ingenua: la nostra infanzia tecnologica. La ricerca, sistematica e implacabile, dell’errore semantico nel mezzo tecnologico, espressa anche nel lavoro audio/video di Spanghero e di Shalom, svela la necessità di insinuarsi tra le pieghe del rapporto uomo-macchina, alla ricerca di una forma di dialogo con il mezzo. È una necessità struggente, che interroga sui nostri bisogni comunicativi ed emozionali, espressa da Spranghero attraverso l’estetica del glitch e in Shalom ricorrendo a personaggi e nuove forme di narrazione video-musicali. Signorafranca compie invece la sua ricerca all’interno del rapporto tutto fisico con l’altare televisivo, e si relaziona con una nota piattaforma di gaming domestico, nuova frontiera dell’elettronica audiovisiva ad interazione fisica e senza fili. L’installazione evidenzia la sensibilità sia psicologica che fisica del giocatore intento in un atto creativo, filtrate però dal media e riflesse nell’onnipresente televisore.
Al di là dei risvolti tecnologici dei mezzi impiegati, posseduti saldamente dalle nuove generazioni di artisti, emerge innanzitutto la capacità narrativa impiegata nel descrivere la poetica personale, tutta giocata sul filo di una commistione ormai divenuta lingua madre.
Elisa Marras
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/segnali video
esposizione d'arte sonora contemporanea
luogo: La Vetreria, Cagliari Pirri
periodo: dal 12 al 15 dicembre 2007
opening: 12 dicembre h 19, La Vetreria
artisti: Riccardo Benassi (I/D), Gabriel Shalom (USA/D), Signorafranca (I), Michele Spanghero (I).
Extra project Lucilla Trapazzo (CH), a cura di Alessandro Olla.
organizzatori: TiConZero con Multiforme
"memory pilfers space", performance sonora di Riccardo Benassi: Vetreria, 12 dicembre 2007
a cura di: Elisa Marras
infoline 347 6743921 – 347 7044979
segnalivideo(at)signal-festival.org